Quito è una città di 2.873.458 abitanti dell'Ecuador, capitale dello stato, capoluogo della provincia di Pichincha e sede del Distrito Metropolitano de Quito.
È situata nella sezione centrosettentrionale del paese, sulla catena andina, a 2.850 m, ai piedi del vulcano Pichincha (4.794 m). Toccata dall'autostrada panamericana, ben collegata col resto del paese per ferrovia, sede di aeroporto (Mariscal Sucre International Airport). Quito è centro commerciale, industriale (stabilimenti tessili, alimentari e chimici, calzaturifici) e culturale (Università Centrale, del 1787, osservatorio astronomico, musei).
Sebbene sorga in prossimità dell'equatore, Quito gode di un clima temperato, con escursioni termiche annue poco accentuate, notti fresche e precipitazioni abbondanti. Divisa in tre parti da due profondi burroni che scendono dal vulcano Pichincha, presenta nel complesso un aspetto moderno, con magnifici parchi.
Otavalo A un centinaio di chilometri a nord di Quito si trova il villaggio di Otavalo al centro di una fertile vallata. Gli indigeni Otavalo, discendenti dagli Incas, hanno man mano sostituito le tradizionali attività agricole con l’artigianato e il commercio: gli Otavalo vendono i loro tessuti artigianali, indumenti, cappelli e oggetti per le strade. Il loro abbigliamento è caratteristico e facilmente riconoscibile: gli uomini portano larghi pantaloni a mezza gamba e camicie di tessuto pesante su cui indossano un poncho tessuto in lana blu scura, e in testa hanno un cappello di feltro a tesa larga. Le donne portano camicie di cotone ricamate a colori vivaci e scialli annodati.
Il mercato di Otavalo è uno dei mercati più antichi del Paese: una festa di colori, di suoni, di variopinte bancarelle che riunisce, ogni sabato mattina, una moltitudine di indios provenienti dai villaggi vicini [sopra, un mercato a Otavalo]. Abili tessitori e mercanti, gli otavaleños si avvicendano attorno alle coloratissime mercanzie. La varietà e la quantità delle merci creano uno spettacolo indimenticabile: rotoli di tessuto, pesanti coperte per le fredde notti della Sierra, arazzi di lana raffiguranti montagne e lama, camicette e vestiti ricamati, rustici maglioni fatti a mano. Il Mercato di Otavalo, in forma più ridotta, esiste ormai tutti i giorni, nella piazza centrale della città.
Cotopaxi Il Cotopaxi è un vulcano delle Ande che si trova nell'Ecuador.
Raggiunge un'altitudine di 5.897 m s.l.m. e si trova a 50 km sud-est della capitale Quito. È il secondo più alto vulcano dell'Equador dopo il Chimborazo (6.310 m) e il terzo più alto vulcano del mondo tuttora in attività, dopo il Sabancaya (5.967 m, Perù) et Los Ojos del Salado (6.893 m, Cile)
Si tratta di uno stratovulcano ed ha la forma di un cono perfetto di più di 3000 m di altezza misurati dalla sua base. Il cratere alla sommità misura circa 700 m di diametro e la base del cono è larga circa 23 km.
Il suo nome significa "Collo della Luna" nella locale lingua quechua e la luna sembra in effetti posarsi sopra il cono del vulcano, dando l'impressione che il Cotopaxi sia il suo collo.
Riobamba è una città dell'Ecuador, capitale della provincia di Chimborazo.
Ha una popolazione di 130.000 abitanti ed è situata 200 km a sud della capitale Quito. La città attuale nasce dopo che il grave terremoto del 1797 distrusse l'abitato allora situato ad ovest villaggio di Cajabamba. L'economia locale è basata sulla produzione agricola.
Ingapirca Le rovine di Ingapirca, un sito Inca in Ecuador, nella provincia del Cañar, sono le più scenografiche rovine incaiche dell’intero territorio ecuadoreño. Si trovano a nord-est di Cuenca e comprendono i resti di un cimitero e di osservatori solari, che erano molto importanti per il culto del sole, il quale per essere venerato necessitava di un suo tempio. Il Tempio del Sole forse è quello che si è conservato meglio. La struttura ellittica le conferisce un aspetto simile ad una fortezza, collocata al centro del sito. Tutti gli edifici furono edificati sovrapponendo semplicemente i blocchi di pietra senza nessun collante o malta. Il nome Ingapirca significa “Parete dell’Inca” ed oltre a conservare i resti dei templi del Sole conservano anche resti di costruzioni civili, forse delle stazioni di sosta per i messaggeri dell’imperatore che si spostavano costantemente da Quito a Cuenca, l’antica Tomebamba (via Sognolatino).
Cuenca Nella solare valle di “Paucarbamba“ che in lingua locale significa “Pianura piena di fiori e uccelli” sorge Cuenca, situata sulla riva del fiume Tomebamba a 2549 metri di altitudine. Rivale in tutto dell’antica capitale dell’Impero Inca Cusco, Cuenca venne costruita nel momento di massima espansione dell’Impero, appena un secolo prima dell’arrivo degli spagnoli. Templi dedicati al Sole, palazzi ricoperti di scaglie d’oro e soprattutto misteriose leggende facevano di Cuenca una città ambita e famosa.
Quello che successe è ancora avvolto nel mistero e sulle sue imponenti rovine i conquistatori spagnoli edificarono la nuova città che conserva ancor oggi l‘atmosfera del suo passato coloniale con le strade acciottolate, i preziosi balconi in ferro battuto, le piazze fiorite, i tesori di arte religiosa, le cupole lucenti delle sue chiese.
Nelle stradine di Cuenca si affacciano le botteghe degli artigiani che espongono ceramiche finemente dipinte, gioielli in oro e argento, tessuti e tappeti dai vivaci disegni, delicati sombreri di paglia. Per la sua eleganza, Cuenca è stata chiamata “tesoro escondido dell’ Ecuador”.
Oggi ha fama di essere il nucleo intellettuale dell’Ecuador, ma un tempo era il punto di accesso al corso superiore del Rio delle Amazzoni e ai territori popolati dalle tribù indigene. La regione di Cuenca vanta un’antica tradizione artigianale e i suoi abitanti producono ceramiche, cappelli di panamá, cesti, scialli, ponchos.
Guayaquil seconda città dell’Ecuador per importanza Guayaquil è il maggior centro economico dell’Ecuador e uno dei più grandi porti sudamericani sull’Oceano Pacifico
Con i suoi 1.700.000 abitanti è il maggior centro economico e commerciale del Paese ed è inoltre il principale porto nazionale.
Fondata nel 1534 dallo spagnolo Francisco de Orellana la città si estende lungo la riva sinistra del fiume Guayas e di fronte al Golfo.
Nel corso della sua storia Guayaquil è stata più volte vittima di devastanti incendi tra cui l’ultimo, nel 1896, ha distrutto buona parte delle vecchie case di legno che caratterizzavano la città. L’antica città portuale non conserva molte testimonianze delle epoche passate: restano solo il quartiere spagnolo di Las Penas (un gruppo di stradine acciottolate lungo la sponda del fiume) e l’antica fortezza con i cannoni puntati verso l’oceano che difendeva la città dagli attacchi dei pirati. Dalla collina di Santa Ana si gode di un panorama spettacolare della città.
Il clima è di tipo tropicale moderato, con una stagione delle piogge che va da dicembre a maggio. Nella stagione asciutta (da giugno a novembre), le temperature subiscono una notevole escursione termica: tra i 25 e i 35 ºC di giorno e i 5 e i 15 ºC di notte.
La città è il punto d’imbarco per le isole Galápagos che si trovano nell'Oceano pacifico a circa mille km ad est dall'America del Sud. Si tratta di 14 isole di origini vulcanica, le quali appartengono politicamente alla Repubblica dell'Ecuador. L'arcipelago,il cui nome ufficiale è Arcipelago di Colombo, costituisce la Provincia delle Galapagos e fa parte del sistema dei parchi naturali della contea dal 1936. Circa il 90 % del territorio è Parco Naturale: per accedervi occorre pagare una tassa ed essere accompagnati da una guida autorizzata esperta. La preziosità del territorio naturale è dovuta alle numerose specie endemiche che è possibile trovare sul territorio. Il naturalista e scienziato Charles Darwin studiò queste specie nel 1835 durante il suo secondo viaggio sul HMS Beagle, un'imbarcazione a vela.
Le Galapagos sono state per prime inserite , nel 1979, nella lista dei patrimoni umanitari a rischio dell'Unesco.
Recentemente è considerato un patrimonio in pericolo: eccessiva la presenza di pescatori, che non rispettando le regole sulla pesca stanno prosciugando la fauna marittima in particolare tonno, molluschi e crostacei; la popolazione supera i 28 mila abitanti, numero abnorme se si considera la superficie dell'arcipelago; turismo incontrollato.
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